Salta al contenuto Passa al footer

Martino Abatelillo di Taviano (1907-1971) compie i suoi studi elementari e medi inferiori privatamente, rispettivamente sotto la guida di una maestra del luogo nota nel circondario per la modernità del metodo didattico, la sig. Placi, e di vari sacerdoti ( don Gabriele Fosco, “papa” Zaccaria e “papa” Barbara), dotati di una vasta cultura latina e greca. Dopo aver frequentato il liceo-ginnasio “Colonna” di Galatina, s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Bari, dove si laurea nel 1934.

Vocazione “pedagogica” e profondo interesse per le letterature classiche hanno segnato la sua intera esistenza politica e civile. Nell’esercizio dell’avvocatura e nella passione mai affievolita per la politica attiva nel PSI porta quel senso religioso della missione educatrice, nel senso caro a Gaetano Salvemini di “guida della Nazione”. Se diamo un’occhiata all’elenco dei libri che facevano parte della biblioteca di Abatelillo, troviamo innumerevoli volumi di Classici latini e greci, specialmente Aristotele e Platone. Era ben raro che gli sfuggisse un’opera importante della letteratura italiana e straniera. Vi sono accanto a Shakespeare, Mallarmé, De Amicis, Pascoli, Thomas Mann, Tolstoj, Miguel de Unamuno, Pasternak, le opere di Marx, Engels, Croce, Labriola, Calogero, Gobetti, Gramsci, Dorso, Lelio Basso, le opere dei SS. Padri, accompagnate dagli atti dei vari concili, e un lungo elenco di volumi delle figure più significative dell’antifascismo pugliese, dal socialista Tommaso Fiore ai repubblicani Luigi Corvaglia e Pantaleo Ingusci, cui è stato legato da legami profondi di amicizia e di lavoro comune.

 

Libri dell'autore

Storie di contadini
12.9024.50