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Mikis Theodorakis (Chios, 1925 – Atene 2021), uno dei più grandi musicisti greci, manifestò fina da giovanissimo il suo straordinario talento musicale, sempre associato a un profondo e sofferto impegno civile e sociale. Gli anni della sua formazione coincidono con il periodo dell’occupazione nazifascista della Grecia e così i suoi studi si svolgono parallelamente alla sua partecipazione alla Resistenza e alla successiva guerra civile, combattuta dalla parte dei guerriglieri di sinistra. La sua militanza comunista gli costa arresti, torture, deportazioni, ma agli inizi degli anni Cinquanta è già la voce della musica greca, segnalandosi per la vastità e la ricchezza della sua produzione. Dal 1954 al 1960 è a Parigi, alla scuola di O.
Messiaen ed E. Bigot, dove affina la sua formazione e lavora alla scrittura di musica sinfonica, balletti, colonne sonore. Si misura poi con la sterminata tradizione della canzone popolare greca, in genere esile sul piano testuale, avviando con il grande poeta Ghiannis Ritsos, suo compagno di prigionia, uno storico sodalizio: nasce così Epitafios, primo esempio dei tanti poetici musicati da Theodorakis – fine poeta egli stesso, sempre più protaginista del rinnovamento della vita artistica e culturale del suo Paese – che conquisteranno il consenso entusiastico del pubblico più vasto. Le sue composizioni divengono leggenda (basti ricordare Tragoùdi tou nekroù adelfoù, I ghitonià ton anghélon, Axion Estì, Romiosìni, Romancero gitano etc.), ma il 21 aprile 1967 c’è il colpo di stato dei ‘colonnelli’ e Theodorakis, che oltre a essere artista popolarissimo è anche deputato dell’EDA (la sinistra greca), viene incarcerato a Koridallòs. Lo salva la sua immensa notorietà internazionale, ma verrà liberato solo nel 1970. Il carcere e l’esilio non arrestano la feconda produzione dell’artista che crea in quegli anni alcune delle sue composizioni più felici (Mythistòrima, Canto general, 18 Lianotràgouda tis pikrìs Patrìdas etc.) sicché quando, nel luglio 1974, cade finalmente la giunta militare, Theodorakis diviene automaticamente il cantore di tutto un popolo. Il suo rientro nella vita politica è invece caratterizzato da profondi contrasti con gli ambienti della sinistra (in particolare con il Pasok di A. Papandreu), e per qualche tempo Theodorakis si schiera con i conservatori di Nea Dimokratìa. La scomoda collocazione politica dell’artista e le incomprensioni di ambienti a lui storicamente vicini non influiscono però sulla ricca produzione di Theodorakis che, negli anni recenti, si segnala per ritorno alla musica sinfonica (Terza Sinfonia, Settima Sinfonia) e per la realizzazione di tre tragedie liriche (Medea, Elettra, Antigone). Argo ha pubblicato La casa con gli scoprioni.

Libri dell'autore

La casa con gli scorpioni
7.5014.25