Nato ad Azeffoun l’11 gennaio 1954, Tahar Djaout trascorre tutta la sua infanzia e adolescenza nella casbah algerina e sempre nella capitale del suo paese compie gli studi universitari in matematica, occupandosi al tempo stesso di giornalismo. Laureatosi a Parigi in Scienze dell’informazione e della comunicazione, coltiva il giornalismo come una delle sue attività principali: editorialista di Algérie-Actualité, nel 1992 fonda la rivista Ruptures.
Il suo ingresso nel mondo della letteratura risale al 1975, allorché viene pubblicata la raccolta in versi Solstice barbelé. Seguiranno L’arche à vaul’eau (1978), Insulaire & Cie (1980) e L’oiseau mineral (1982).
La scrittura di Djaout trova tuttavia i suoi esiti migliori nella narrativa: sono del 1984 la raccolta di novelle Les rets de l’oiseleur e il romanzo Les chercheurs d’os, del 1987 L’invention du désert, del 1991 Les Vigiles.
Lo scrittore muore, in seguito a un attentato, il 2 giugno 1992, inaugurando una schiera purtroppo sterminata di vittime del fanatismo e dell’intolleranza.
