Nato verso il 120 d.C. a Samosata, dopo una breve esperienza come avvocato, Luciano fu soprattutto un brillante conferenziere itinerante. Peregrinò perciò in Asia Minore, fu in Grecia e perfino in Gallia. Sui quarant’anni, l’incontro col filosofo neoplatonico Nigrino lo induce ad abbandonare la retorica e a trasferirsi ad Atene. A contatto con le principali scuole filosofiche del tempo, scopre la sua vena ironica di polemista che si esalta dopo la scoperta delle opere del cinico Menippo. Ad Alessandria farà poi parte dei funzionari imperiali. Dopo il 175 tornerà ad Atene riprendendo stancamente l’attività di conferenziere. Muore dopo il 180.
Difficile passare in rassegna anche solo le opere più significative raccolte nel vastissimo corpus lucianeo. Impossibile però non citare almeno L’elogio della mosca, Il sogno, l’ Ermotimo, i Dialoghi degli dèi, i Dialoghi degli dèi marini, i Dialoghi dei morti, i Dialoghi delle cortigiane, Come si deve scrivere
