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Il giardino che entrava nel mare

17.10

Informazioni aggiuntive

Autore

Curatore

Genere

Pagine

329

ISBN

978-88-8234-317-0

Stato

Descrizione

“La mia infanzia è piena di canneti. Ho speso molto vento per diventare adulto. Ma solo così ho imparato a distinguere i fruscii più impercettibili, a parlare con precisione nei misteri”.

Una simile dichiarazione di identità è forse più significativa di tutte le indicazioni biografiche e storiche. La ricerca e la precisione linguistica, l’udito esercitato nei misteri e la frase che li imprime, la rivelazione del mistero e la sua esplicita apparizione: Odysseas Elytis. Il poeta che ha creato il “poco e il preciso” per trovare il grande e il raro, che in mezzo ai fruscii impercettibili della natura o dell’anima ha articolato i suoni di una nuova mitologia, ha formato l’ideogramma della sua Terra, ha creato un universo personale di segni e di simboli; ha collocato gli elementi del mondo in una diversa articolazione he ne rivela la potenzialità. Ha visto la realtà da un’ottica capace di rendere visibile l’invisibile, assolutamente nuovo il familiare, plausibile l’incomprensibile, dicibile l’inesprimibile. dalla prefazione di Iulita Iliopúlu